COME RITROVARE L'ORDINE INTERIORE OLTRE IL CAOS DA COVID19

Per superare il caos interno, serve innanzitutto convivere con il cambiamento esterno. Ecco 5 preziosi suggerimenti per ritrovare l'ordine interiore attraverso alleati come la calma, perseveranza e gratitudine. La pandemia da Covid19 non ancora terminata, sta rivelando piano piano un mondo sommerso in parallelo a quello che già si conosce, costituito da crisi esistenziali, fobie e molto stress accumulato. Sono infatti milioni le persone che stanno attraversando non pochi disagi, anche spesso legati ad altri problemi irrisolti quali: salute, economici e sociali. Il quadro desolante, è inoltre arricchito da una pandemia che appunto non è ancora conclusa e che determina ulteriori crolli sui stati emotivi che si aggiungono ai precedenti, quali: la paura, la rabbia e la frustrazione. Cosa fare allora se il caos interiore incombe in una situazione esteriore medesima? Come ritrovare l'ordine delle cose e quindi un ordine interiore nella propria vita? 1# E' la mente che vi chiede il cambiamento interiore? Mentre la certezza è usualmente sinonimo di stabilità ed equilibrio relativa ad una realtà già confezionata, l'incertezza arriva come un fulmine a ciel sereno o attraverso un battito d'ali di una farfalla (vedi l'abstract sulla Teoria del Caos) capace di spazzare via ogni solida affermazione del ruolo dominante di pacifica convivenza che abbiamo con noi stessi e con il mondo, sconvolgendo così gli stati d'animo più reconditi ed in un solo momento. Quando ciò accade, derivante da un fatto negativo che arriva all'improvviso e che non sappiamo come gestirlo o perché siamo troppi ancorati alla nostra routine che non vogliamo cambiare, ecco che arriva in sostanza, dal corpo e dalla mente un segnale che ci spinge verso la dimensione dell'ignoto. A volte, tale allarme arriva forte ed altre no, ma l'importante è riuscire ad ascoltare quella "vocina" che ci dice: "che vincere l'incertezza, senza combatterla è possibile", senza rimanere impantanati nella complessità che ci circonda. Pertanto, quando il caos ci destabilizza e non fa percepire cosa sta realmente succedendo, i primi 3 importanti passi risolutivi sono nel: Sentire il terreno non stabile sotto i piedi. Senza cercare di creare drammi, provare ad esplorare l'esperienza; Accettare gli stati d'animo presi in causa e riconoscerli; Ringraziare quell'imprevisto che ha creato il Caos momentaneo, senza però dedicare troppo tempo ai pensieri relativi l'incertezza. (o meglio riconoscere il tipo di vocina interiore) 2# Il disordine esteriore è specchio di quello interiore “…è quella voce interiore che può ricordarci fallimenti passati, dolori o delusioni, torturarci con critiche o abusi verbali, descrivere scenari futuri spaventosi o sgradevoli o disturbarci in altri modi.” - Steve Andreas - Il contesto esterno raccontato dalle notizie in TV, dai Giornali e dai Social, produce senza dubbio una notevole quantità di pensieri che non aiutano; infatti, il catastrofismo mediatico cognitivo fa aumentare il disagio e la paura sul domani. Partendo dal presupposto che il mondo "è un riflesso del nostro cosmo interiore", e accettando questa frase come ulteriore punto di partenza per abbattere concretamente il "caos" che al momento sembra regnare sovrano in noi, il successivo passo, oltre all'accettazione dello stato "d'imprevedibilità", sarà di riuscire ad annullare il cosiddetto "dialogo interiore negativo". Il psicoterapeuta e autore statunitense Steve Andreas, specializzato in programmazione neuro-linguistica, è riuscito a indicare alcuni esercizi pratici per interrompere coscientemente il dialogo negativo interno, che proponiamo qui di seguito con 3 esempi da provare subito: Inizio giornata: osservare i primi pensieri che scorrono nella mente appena alzati e farlo anche nei giorni successivi considerando il tono di tali pensieri e le conseguenze che vengono riportate durante il resto della giornata. E' una tecnica efficace per provare a testare la sensazione d'immaginarsi di svegliarsi nel futuro con una crescente presenza. Sovrageneralizzazioni, valutazioni e presupposti: tali abilità nel descrivere gli eventi o noi stessi, possono risultare altresì inconvenienti se incidono troppo col pensiero negativo. Ecco che si può spostare l'attenzione in maniera positiva, valutando le proprie inclinazioni, come nello Schema di decontaminazione di John McWhirter, nel quale egli suggerisce di dividere una determinata frase tipo: "ho avuto una brutta giornata" considerando prima l'evento negativo dalle tutte le altre situazioni neutre e positive per rendersi conto, che alla fine non è stata poi così brutta la giornata trascorsa, e ristabilendo un ordine sulle generalizzazioni ed infinite trappole che si trovano all'interno delle parole. Dove si trova la "Vocina": come un investigatore, sarebbe fondamentale e pure divertente cercare di trovare il nascondiglio della vocina "fastidiosa" che gira intorno alla nostra testa.Si trova da qualche parte dentro la tua testa o fuori? È davanti o dietro, a sinistra o a destra, sopra o sotto? Dopo un pò di tempo, si inizierà poi ad identificare tutti questi diversi aspetti della tua voce, puntando magari il dito sul punto della scoperta e cambiandola di modo e posto, facendola piano piano allontanare di volume ed importanza. 3# Mettere in discussione ogni singola cosa della vita "Essere umani significa mettere in discussione ogni cosa, in modo aperto. Significa sapere chi siamo e scegliere una strada non perché obbligati a intraprenderla ma perché siamo stati noi a lastricarla.“ - Joumana Haddad - poetessa, giornalista e traduttrice libanese Quando si ha paura, il caos fa aumentare la "nebulosità" mentale rischiando di farci perdere il controllo, spesso a causa dei fatti avversi della vita in cui ci ritroviamo "ingabbiati" come: Lockdown, perdita del lavoro, perdita di un amore o un caro, malattia, soldi, etc. Per procedere con ordine, come indicato sapientemente da Steve Andreas con il suo lavoro di "auto ascolto", si abbinano alcuni traguardi a metà strada che devono essere sottolineati al fine di ottenere una buona distribuzione dell'energia durante tutto il "Processo di svuotamento del disordine interno", e per riprogrammare un nuovo ordine di spazi colmi di carica positiva e costruttiva. Ed ecco che entra in atto un sapere essenziale: di "mettere in discussione" tutte le cose fatte, dette e soprattutto pensate, in una sorta di pulizia generale del nostro "sistema interno", già menzionato attraverso l'aiuto del dialogo negativo su se stessi. Il miglior modo di ripulire coscientemente, indicato anche dallo Psichiatra Karl Augustus Menninger è soprattutto quello di imparare a restare calmi, per il contenimento della paura e degli stati irrazionali. Una volta egli disse: "Le paure sono educate in noi e, se vogliamo, possono essere educate fuori." Appare chiaro che per educare tali stati d'animo, la calma è il prerequisito essenziale per affrontare lo stato d'impotenza acquisita davanti ad accadimenti che non si possono cambiare. Ma non solo. Quando si educa la paura con la calma, la seconda diventa altresì contagiosa, tanto che gli altri seguiranno poi lo stesso comportamento. I tre passi per entrare in questa fase sono: Da Caos a Respiro: il dubbio è necessario ma può alimentare ulteriore caos. Serve allora inquadrare un problema alla volta e portare l'attenzione al proprio respiro e fermarsi. Respiro a Calma: nel momento di "ascolto" del proprio respiro (non è richiesta nessuna tecnica di meditazione particolare in questo caso), si entra naturalmente nello stato di calma, che può durare anche pochi secondi per iniziare, ma va bene. Restare il più possibile nella Calma: esercitarsi a restare calmi il più possibile, diventerà una piacevole sensazione a cui non potrete più farne a meno. E col tempo diventerete dei veri maestri di calma e di osservazione critica sulle esperienza della vita stessa! 4# Mettere in ordine i propri spazi personali (fisici) "Il rimedio all'imprevedibilità della sorte, alla caotica incertezza del futuro è la facoltà di fare e mantenere promesse." - Hannah Arendt - Nel riconoscere, ascoltare e dubitare con assimilata serenità il Caos interno, si aggiunge un quarto elemento ugualmente determinante ai precedenti e che si traduce in una semplice parola. Ordine. Dal disordine iniziale, "come in una casa lasciata a se stessa, in cui ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato a vedere con cognizione di causa la realtà oggettiva", per intervenire fin da subito con lucidità ed osservazione sulla strategia migliore d'intervento al riordino della stessa. Il quarto momento non è più prettamente teorico ma bensì pratico; si inizia ad agire dato che sappiamo cosa tenere e cosa buttare via, ormai. Iniziare a fare il "riordino degli spazi personali",(anche fisici) non è solo la cura per uscire dal Caos interno, ma soprattutto una promessa fatta al nostro livello superiore di coscienza, che va rispettata, dunque. ll caso della famosa guru-blog Marie Kondo con il suo Konmari method, è l'esempio magistrale ed ispirante di come rimettere in ordine la propria casa non sia soltanto una semplice tendenza, ma un vero stile di vita. Marie Kondo, è riuscita ad ipnotizzare tutti nell'arte del mettere in ordine senza farlo sembrare un ossessione; una via di mezzo tra ordine e disordine, in cui è possibile riflettere quando "si opera", come in una sorta di celebrazione emozionale del fare, che accoglie le cose buone e allontana quelle non adatte, sempre con calma e rettitudine. Riprendendo alcuni suoi consigli come spunto per "il superamento del caos interiore", ecco le 6 regole del "Tidy style" o "Konmari method" di Marie Kondo da poter applicare fin da oggi: Impegnarsi a fare ordine. O meglio impostare l'intenzione di riordinare seriamente - e decidere di metterci il tempo e lo sforzo necessari, è la prima regola del riordino. Immagina il tuo stile di vita ideale. Si tratta di un punto di svolta, dato che quando immagini il tuo stile di vita ideale, stai davvero chiarendo perché vuoi riordinare e stai immaginando la tua vita migliore; Scartare è parte importante del processo. Significa apprezzare gli oggetti che ti danno gioia e lascia andare il resto con gratitudine ed un pizzico di sale (rituale di purificazione giapponese); Ordinare per categoria, non per luogo. Preferire il riordino per categoria anziché per posizione, significa sbloccare il ciclo infinito del riordino. Quindi prima gli oggetti vari (vestiti, libri) e poi quelli sentimentali (foto, regali, etc); Seguire il giusto ordine. Iniziando coi vestiti, si impara a toccare con mano gli sforzi fatti ed amare di più quello che ci circonda; Chiediti se fa scattare la gioia. Non segue il motto di "ogni volta che compri qualcosa di nuovo, liberati di qualcosa di vecchio", ma solo di domandarsi se l'oggetto in mano ci scatena gioia ed ascoltare la risposta del proprio corpo (brividi, pace, etc) 5# Lavorare su stessi "incessantemente" "Bisogna avere ancora il caos dentro di sé per generare una stella danzante". - Friedrich Nietzsche - Il caos, che per molti viene vissuto soltanto come un enorme cataclisma che abbassa l'energia individuale e che uccide ogni speranza e certezza del domani, può essere visto invece in un ottica diversa e certamente positiva. L'idea è costituita da un bagliore, che recide le fitte ombre di un mondo grigio, ripetitivo e calcolato, che nel mentre ricorda a se stesso di una altra possibilità di visione costruttiva, positiva e dinamica. Il caos come lo preferiamo e crediamo che sia, è pertanto: Fonte di opportunità: per uscire dalla routine tossica che ci spinge al controllo assoluto di tutte le cose; Portatore di crisi profonda verso il risveglio: l'impotenza di non saper cosa fare, ci porta nella crisi più nera, ma allo stesso tempo ci risveglia dal torpore del quotidiano soffocante; Strada per il cambiamento: la vera trasformazione sta nell'accogliere l'ignoto (o caos) con la calma, perseveranza e gratitudine. Sono tali capacità che ci portano ad un livello superiore della coscienza e ci fanno superare ogni avversità che la vita ci presenta, ora e nondimeno domani. Quindi, abbracciare il caos in tempi di Covid19, vuol dire innanzitutto: lavorare su stessi incessantemente. (Non smettere mai di fare ricerca su se stessi per migliorare) Accettare ed ascoltare il proprio lato "oscuro". (Le ombre, il caos e la sofferenza, sono le migliori occasioni se le sappiamo sfruttare). Approfittiamone... Invece di continuare a scegliere quella banale certezza rivelata in situazioni apparentemente comode ma prive di significato profondo per la coscienza, è indubbiamente arrivato il momento di rischiare a spingersi oltre l'ovvietà delle condizioni fattuali, scegliendo il Caos come un alleato e non più come un nemico. Infine, è anche con l'ausilio di gratitudine ed ironia, che si potranno raggiungere ulteriori obiettivi importanti, per riuscire a rimettere in ordine il proprio sé, e consolidare l'immagine della vita ideale che veramente desideriamo; e allo stesso tempo sarà possibile ridurre quel "dialogo interiore negativo" fastidioso in un faceto ed innocuo "mostriciattolo", utile unicamente per farci evolvere in questo strano e meraviglioso luogo che si chiama "Terra".

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